Patent Box, la valutazione dei beni immateriali

La valutazione dei beni immateriali nel Patent Box

Negli ultimi 30 anni abbiamo assistito a un aumento esponenziale del valore dei beni immateriali all’interno delle aziende, costringendo quindi a un generale ripensamento dei metodi tradizionali di valutazione.

La questione assume una rinnovata importanza con l’introduzione della normativa Patent Box nel nostro Paese, ponendosi in particolare per i beni immateriali di natura interna, ossia quei beni che non sono stati acquisiti da terzi o infragruppo.

Il Patent Box e il valore dei beni intangibili

Nell’ambito della disciplina del Patent Box, per poter determinare il tax benefit, occorre tenere conto del contributo economico che il bene immateriale apporta al reddito d’impresa, più che considerare il valore in sé di tale bene.

Tale contributo economico è quello che definiamo reddito agevolabile: per il suo calcolo si fa riferimento agli standard internazionali che sono stati individuati dall’OCSE, dove sono inoltre indicate le linee guida riguardanti i prezzi di trasferimento.

Per riuscire a determinare  il reddito agevolabile, è necessario innanzitutto distinguere i diversi casi in cui il bene immateriale viene utilizzato in modo diretto, senza essere concesso a terzi, dai casi in cui invece si verifica un uso indiretto, quando cioè viene concesso in licenza a uso terzi.

Il Patent Box e il valore dei beni intangibili

Si tratta, in ogni caso, di una misura che viene calcolata facendo la differenza tra i ricavi e i costi del bene immateriale. Occorre tenere conto del fatto che la stima si complica laddove ci sia un uso diretto del bene immateriale, mentre è un calcolo più lineare e semplice in presenza di un utilizzo indiretto.

I punti essenziali da tenere in considerazione sono che:

  • i ricavi possono essere sia effettivi (quando cioè corrispondono a canoni misurabili che derivano dalla concessione in uso a terzi) che stimati (ossia quando derivano dall’uso diretto del bene immateriale);
  • i costi sono sempre effettivi perché fiscalmente rilevanti e perché risultano essere di competenza del periodo d’imposta. Non sono mai né stimati né figurativi.

Se vuoi chiederci ulteriori informazioni sul calcolo del Patent Box, contattaci.

Determinazione del reddito agevolabile

Nel 2010 l’OCSE ha diffuso un report dove vengono elencati i diversi metodi per il calcolo dei prezzi di trasferimento basati sull’approccio della libera concorrenza: si distinguono metodi tradizionali  e metodi che si basano sull’utile delle transazioni:

Tradizionali

  • CUP – confronto di prezzo su libero mercato
  • RPM – prezzo di rivendita
  • CPM – costo maggiorato

Utile delle transazioni

  • TNMM – margine netto della transazione
  • TPSM – ripartizione degli utili della transazione, chiamato anche Profit Split

Nel 2015, un nuovo report OCSE ha ripreso i contenuti di quello del 2010, evidenziando una decisa preferenza per il CUP laddove comprenda il confronto con i prezzi o i canoni corrisposti tra terzi indipendenti in transazioni paragonabili tra loro.
Il metodo privilegiato in tal senso è quello chiamato Relief from Royalty (definibile come royalty risparmiata) che prevede di rintracciare i tassi di royalty corrisposti sul mercato in transazioni che siano paragonabili a quella oggetto di analisi.

Sempre tale report, quando non è possibile applicare il metodo CUP, consiglia di utilizzare il Profit Split (TPSM): per la sua applicazione occorre individuare i profitti che devono essere suddivisi tra le diverse parti e, in seguito, una chiave di allocazione che sia economicamente efficace per attuare tale suddivisione.

Patent Box Metodi di calcolo reddito agevolabile

Infine, vengono indicati diversi metodi alternativi che derivano dalla prassi finanziaria, il cui focus è posto sull’attualizzazione dei flussi di cassa o di reddito che derivano dal bene immateriale e le cui variabili chiave sono:

  • il periodo temporale considerato
  • le proiezioni future
  • l’individuazione di un tasso di attualizzazione corretto

Vediamo nel dettaglio alcune formule alternative applicabili in ambito Patent Box per il calcolo del reddito agevolabile.

Relief from royalty

Il reddito del bene immateriale viene calcolato detraendo gli ipotetici costi di mantenimento e sviluppo del bene (diretti e indiretti) dalla royalty figurativa, ossia quella che verrebbe riconosciuta a una terza parte per utilizzare in licenza tale bene.

La formula prevista è quindi:
(Ricavi x Tasso di Royalty) – (Costi diretti + Costi indiretti)

Questo metodo potrebbe essere considerato conforme al CUP e prevede le seguenti fasi:

• Selezionare un tasso di royalty appropriato
• individuare i flussi di ricavo rilevanti su cui applicare tale tasso (quelli relativi ad una linea di prodotto o all’intero fatturato aziendale).
• individuare i costi connessi allo sfruttamento del bene immateriale, ossia quelli di mantenimento, accrescimento e sviluppo

Le difficoltà legate a questo metodo riguardano l’effettiva comparabilità dei dati, la mancanza di una base dati di riferimento e l’eventuale carenza di informazioni a disposizione.

Excess earnings

Questo metodo prevede di calcolare la differenza tra il reddito del contribuente e il return on e il return of di tutti i beni (materiali e immateriali) di cui egli dispone, escluso il bene immateriale per cui si vuole calcolare il contributo economico.

Tale contributo economico corrisponde al reddito che residuerebbe nel caso in cui la società avesse solamente tale bene e acquisisse in noleggio o in locazione le altre attività.
Occorre ipotizzare il costo opportunità degli altri beni materiali (il cosidetto CAC – Contributory Asset Charge), il cui calcolo avviene moltiplicando il fair value dei diversi asset per il loro tasso di rendimento.

Rassumendo, calcolare il rendimento del bene intangibile preso in considerazione significa:

  • prendere il reddito operativo
  • sottrarre da esso i vari CAC

L’excess earnings si rivela appropriato per la determinazione del valore di un bene intangibile primario, ossia quello che svolge un ruolo di fondamentale importanza nell’impresa.

Possono tuttavia emergere difficoltà nel caso in cui vi sia capitale circolante netto negativo, che aumenterebbe il valore del bene immateriale.

With  and without – benchmarking

Il calcolo del reddito agevolabile avviene sottraendo dal reddito del contribuente il reddito che sarebbe risultato in mancanza dell’utilizzo del bene immateriale.

Si utilizza quindi l’analisi differenziale, tramite il paragone con imprese simili che però non possiedano il bene immateriale considerato. Il  valore attuale dei redditi differenziali corrisponde al valore del bene intangibile.

Si definisce premium price la differenza tra il prezzo del prodotto che viene creato o venduto grazie al supporto del bene intangibile da stimare e il prezzo di un prodotto equivalente, che però sia stato creato o venduto senza il supporto di tale bene.
In questo premium price occorre anche tenere conto dei maggiori costi operativi di produzione e/o di vendita.

Il benchmarking è il metodo che viene solitamente usato per la valorizzazione dei marchi.