I primi accordi di ruling con l’Agenzia delle Entrate

I primi accordi di ruling con l’Agenzia delle Entrate

Di qualche giorno fa è la notizia della chiusura dei primi accordi di ruling con l’Agenzia delle Entrate. E’ il caso della Salvatore Ferragamo, la quale ha siglato con l’Ufficio accordi preventivi e controversie internazionali dell’Agenzia delle Entrate un accordo che consentirà all’azienda di usufruire del regime agevolativo denominato “Patent Box”.

In particolare, l’accordo siglato consentirà all’azienda di ottenere una agevolazione fiscale sul reddito prodotto dai beni intangibili (marchi, brevetti, disegni e modelli, software e know–how), per il periodo fiscale 2015 – 2019 e rinnovabile per altri cinque annualità.
A detta della Società l’impatto economico per l’esercizio 2015 di tale agevolazione sui conti della Società stessa, in virtù dell’adesione a questo regime agevolativo relativamente ai beni immateriali marchi e disegni, sarà “di ammontare significativo e di natura price sensitive”, mentre per l’esercizio 2016 “il beneficio sarà quantificabile a seguito della chiusura del bilancio”. Gli analisti prevedono <<per i primi 5 anni un beneficio di 80-100 milioni, quasi certamente rinnovabili per i successivi 5 anni, rispetto a una stima iniziale di 40-50 milioni>>. Nel complesso, <<il valore attuale netto di questa agevolazione sarebbe pari a circa 170-180 milioni>> (Fonte Dati: Paolo Paronetto, “Svetta Ferragamo, analisti apprezzano l’accordo col fisco”, Il Sole 24 Ore, 30 Dicembre 2016).
Allo stesso modo anche la società Italiana Solvay ha siglato lunedì 19 Dicembre il primo accordo con l’Agenzia delle Entrate, il ché ha consentito la messa in sicurezza fiscale dei brevetti selezionati, per una società che ha presentato, lo scorso anno, il numero più alto di brevetti italiani nel proprio settore industriale.
Questi primi casi pilota serviranno all’Agenzia per generare delle griglie standard per i futuri Patent Box, nel tentativo di istituire alcuni automatismi che rendano più facile lo sfruttamento dell’agevolazione.


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Inoltre, altra particolarità dell’accordo è la presenza di una clausola di confidenzialità che vincola sia l’Agenzia, sia le parti a non divulgare presso terzi gli aspetti di dettaglio delle misure, prevedendo una deroga a tale impegno in presenza di una richiesta di accesso agli atti da parte di una procura della Repubblica o di una altra amministrazione (Fonte: Cristina Bartelli,”Firmato il primo Patent Box”, ItaliaOggi, sezione Diritto & Fisco, pag. 33, 21 Dicembre 2016).

L’impatto della chiusura degli accordi di ruling sui titoli di borsa

Interessante fenomeno connesso al Patent Box è relativo agli effetti generati dalla chiusura dei primi accordi di ruling sulle aziende che ne hanno annunciato il medesimo buon fine. Tra questi effetti, di certo, si rileva, l’influenza della firma dell’accordo sull’andamento del titolo di borsa. Ad esempio, gli analisti hanno osservato come, per l’azienda Salvatore Ferragamo, la chiusura dell’accordo di ruling con l’Agenzia delle Entrate con esiti ampiamente positivi abbia determinato un aumento del corso azionario del titolo in borsa.
Difatti, in seguito alla notizia divulgata dalla Società in merito al buon fine dell’accordo, il titolo in borsa ha registrato un +1,75% a quota 22,65 euro per azione. In tal senso, gli operatori si sono mostrati ottimisti ma prudenti, attendendo di conoscere l’impatto economico sui risultati del gruppo mantenendo quindi un rating neutral e con un prezzo obiettivo pari a 22,60 euro per azione da parte di Banca Akros e di 20 euro per azione da parte di Mediobanca Securities. Inoltre, gli esperti di Equita Sim stimano un beneficio di circa 1,1 per azione, pari al 5% della capitalizzazione di mercato.
Risulta possibile, quindi, poter affermare con ragionevole certezza che la chiusura positiva degli accordi di ruling ed i relativi “effetti benefici” sui conti delle Società coinvolte generano una crescita dei titoli azionari per le aziende quotate in borsa oltre a tutti gli altri effetti positivi generati dall’aumento dell’utile scaturente dall’agevolazione in oggetto.