Patent Box

Patent Road rinnova il sistema contabile delle imprese

Il Patent Road Method diventa protagonista nello scenario degli strumenti finanziari alternativi ed innovativi per l’ottenimento di agevolazioni fiscali.

La crescita di Technetic, e lo straordinario progresso in materia di Patent Box, consentono di offrire al cliente un servizio capace non solo di valorizzare le opere di ingegno/beni immateriali e di monetizzarle grazie ai redditi da essi prodotti, ma anche di riorganizzare la contabilità interna delle imprese aderenti con l’immediato vantaggio di una migliore gestione aziendale.

Il riferimento normativo del decreto Patent Box prevede, per le società che vi aderiscono, che i costi da prendere in considerazione ai fine del nexus ratio, siano quelli sostenuti sia nel periodo d’imposta cui si aderisce al regime di agevolazione in oggetto, che nei 3 periodi d’imposta precedenti.

La motivazione risiede sostanzialmente nella necessità di dover valorizzare e dimostrare la sussistenza di attività di ricerca e sviluppo volte al mantenimento e miglioramento dei beni immateriali che la società utilizza. Questo in poche parole vuol dire, per le società richiedenti, essere in grado di comunicare all’Agenzia delle Entrate con esattezza le voci di costo sostenute per ogni bene immateriale oggetto di regime agevolato, separando quindi i costi relativi ai redditi agevolabili da quelli relativi a beni non agevolabili.

La realtà nello scenario italiano è che la maggior parte delle aziende ad oggi non adotta o non ha mai adottato un sistema di contabilità industriale/analitica, capace di imputare rilevazioni di tipo economico (quali costi e ricavi) effettivamente sostenute a singole parti della struttura aziendale (es. centro di costo, centro di responsabilità), a singoli prodotti o famiglie di prodotti o come nel nostro caso al singolo bene immateriale/IP.

In particolare per aziende di piccole medie dimensioni, ed in alcuni casi anche per grandi società, si ritiene che la remunerazione relativa ad un investimento per rinnovare la propria contabilità interna secondo criteri analitici sia marginale.
Optare per questa scelta significherebbe per una realtà imprenditoriale mettersi in discussione a livello strutturale, in quanto, come già accennato, la maggioranza delle imprese italiane è legata ad un tipo di contabilità da ritenersi oramai obsoleta, secondo la quale il prezzo unitario di vendita di un prodotto/servizio non lo detta il mercato concorrenziale in cui si opera, ma semplicemente lo si determina applicando un semplicissimo margine (mark-up) ai costi unitari sostenuti.

Il problema è che in quest’ottica viene meno, per un azienda, la possibilità di destreggiarsi nel mercato in cui opera, in quanto lo scenario concorrenziale attuale detta il prezzo di un bene, ma nobilita chi è più bravo a risparmiare. E solo una contabilità industriale/analitica può permettere di porre il focus sui costi sostenuti da un’azienda in tutte le sue sfaccettature, e da ogni punto di vista, da quello globale a livello di corporate fino a quello specifico che sia l’unità di prodotto, di processo, o un singolo bene intangibile.
La contabilità così organizzata può, pertanto, permettere al manager nella propria attività decisionale di monitorare i costi, conoscerli nel dettaglio, e guidarlo nella scelta degli investimenti profittevoli, sia nel breve e medio termine, ma soprattutto nel lungo termine, in favore di una crescente efficienza gestionale e di un risultato tangibile in termini di competitività e quota di mercato.
Facciamo momentaneamente un passo indietro al riferimento normativo; l’Agenzia ha cura di aggiungere che, nei casi in cui non sia possibile isolare i soli beni rilevanti ai fini dell’agevolazione dal novero dei costi, è possibile, ma solo per il triennio 2015-2017, considerare in maniera aggregata anche costi relativi di beni immateriali che non rientrano nell’ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione.
Tale specificazione dell’Agenzia è il topic del presente articolo, in quanto la ratio della norma consente alle imprese che non dispongono di questo sistema contabile analitico, di accedere comunque al regime agevolato con la promessa che a partire dal 2018 si costruiscano ed approntino adeguati sistemi di tracking e tracing dei costi e ricavi legati a ciascun IP.


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E’ per questo che il Patent Road ha deciso di concentrarsi anche su questa secondaria, ma essenziale, finalità del Patent Box: infatti applicare il Patent Road Method significa non solo adottare un set di procedure tecniche e metodiche, volte a determinare un beneficio economico per l’azienda cliente, ma costruire un percorso formativo per il cliente sulla contabilità analitica.

Grazie al nostro lavoro, il cliente diventa consapevole dell’importanza della contabilità industriale e di come possa implementarla nel proprio ecosistema aziendale: il primo passo è trasferire al cliente le informazioni per costruire dei conti economici dedicati per ogni asset immateriale, in modo da adeguarsi alla politica di tracciamento richiesta dall’Agenzia delle entrate a decorrere dal 2018.

Il vantaggio, tuttavia, lo si può estendere all’intero contesto imprenditoriale, perché il nostro cliente può decidere di riscrivere la propria contabilità industriale sulla base delle proprie necessità, sia ai fini Patent box, sia per poter fornire giudizi di convenienza sui singoli investimenti aziendali, sia per sfruttare uno strumento di monitoraggio dell’efficienza aziendale e di programmazione e controllo di gestione.