Patent Box

Patent Box – Settore Farmaceutico e Biotech

Nell’articolo di oggi facciamo alcune riflessioni su come il Patent Box risulti essere uno strumento particolarmente interessante per il settore Farmaceutico e per quello Biotecnologico, settori che sono caratterizzati da forti investimenti in Ricerca e Sviluppo.

La normativa del Patent Box in Italia

Il Patent Box nasce, tra l’altro, come strumento per favorire il diritto di privativa, incentivare il rientro di aziende residenti all’estero in possesso di marchi, brevetti e diritti di proprietà intellettuale, nonché per disincentivare la delocalizzazione degli stessi beni all’estero e, quindi, far in modo che l’insieme degli investimenti in Ricerca & Sviluppo realizzati, contribuiscano allo sviluppo dell’intero tessuto socio-economico nazionale.
In particolare, le aziende attive in settori altamente dinamici e tecnologicamente innovativi sono decisamente interessate ai cambiamenti di equilibri, soprattutto in materia fiscale. Tali dinamiche fiscali, infatti, rappresentano una bussola capace di orientare ed indirizzare le società nel decidere in quale Paese insediarsi.

L’agevolazione Patent Box nel settore farmaceutico e delle biotecnologie

Senza alcun dubbio, l’industria delle biotecnologie e quella farmaceutica rappresentano due dei settori più interessati dal regime agevolativo Patent Box.

Un fisco friendly è in grado di richiamare in un Paese, a discapito di un altro, una serie di attori quali Imprese, Università, centri di ricerca ed investitori di capitali privati di primaria importanza, in un’ottica di crescita e sviluppo del territorio.


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Il regime di Patent Box, la cui applicazione si diversifica a seconda dei diversi Paesi dell’Unione Europea, ha determinato un disequilibrio fiscale tra gli stessi che è sfociato in un’aspra concorrenza fiscale per appropriarsi delle più evolute e tecnologiche realtà imprenditoriali globali.

Ad esempio, l’adozione del regime del Patent Box in Gran Bretagna, unita alla presenza di diversi altri fattori incentivanti, ha permesso di attrarre un colosso farmaceutico del calibro di Glaxo Smith Kline per investimenti di oltre 500 milioni di sterline per l’ampliamento di nuovi stabilimenti e la connessa creazione di nuovi posti di lavoro.
La portata di questo fenomeno è talmente ampia, che ancora oggi si discute sulle diversità di applicazione del regime Patent Box all’interno dei Paesi europei, e ci si chiede se questo costituisca una concorrenza fiscale sleale in contrasto con lo spirito europeo.

Il comparto biotecnologico, che rappresenta ormai uno tra i cinque settori che contribuiscono di più alla crescita globale, si mostra come un ambito ad alta intensità di ricerca con una quota di spesa in attività di Ricerca e Sviluppo sul fatturato di 2 – 3 volte maggiore rispetto al settore manifatturiero, mentre la quota di addetti dedicati a tali attività è 5 volte maggiore, a testimonianza dell’importanza strategica per lo sviluppo del Paese delle aziende operanti in esso e della necessità di dotarsi di alcune misure, soprattutto di natura fiscale, per evitare la delocalizzazione del valore prodotto da tali aziende.

Patent box nel settore farmaceutico
Tanto più le aziende operanti nel settore farmaceutico e biotecnologico sono costrette, per la natura dell’ambito di appartenenza, ad effettuare rilevanti investimenti in attività di ricerca e sviluppo per rispondere in misura efficace ed efficiente alle sfide presentate dall’accesa competizione tra esse e guadagnare così maggiori quote di mercato.

In un’ottica più ampia, le aziende operanti in settori technology based, sono, per loro natura, fortemente interessate a sistemi legislativi che incentivino, attraverso le differenti forme di sgravi fiscali, investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo, tanto più se rivolte allo sviluppo, mantenimento ed accrescimento di beni immateriali.

La realtà mostra aziende multinazionali che hanno investito per diversi anni in attività di Ricerca e Sviluppo in Italia, ma che attualmente tendono a spostare all’estero, anche in un’ottica di competizione tra le diverse filiali, i propri centri di ricerca a fronte della carenza di un quadro di incentivi favorevoli e di regole certe.

Risulta chiaro, quindi, come il cambiamento che sta riguardando il sistema tributario Italiano, anche attraverso l’introduzione del regime del Patent Box, sia un forte incentivo per investire nel nostro Paese in particolare sui beni immateriali, i quali, soprattutto negli ultimi anni, hanno rappresentato sempre di più una leva di sviluppo e di crescita per le imprese e per il sistema Paese.

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