Patent Box e opportunità per il franchising

Patent Box e opportunità per il franchising

Perché il Patent Box impatta notevolmente sul mondo del franchising?
La detassazione del Patent Box, come spesso abbiamo approfondito nel nostro sito, è applicabile a varie tipologie di reddito, tra cui:

  • royalties infragruppo o che siano state ricevute daa terzi relativamente allo sfruttamento di beni immateriali;
  • una parte del reddito riconducibile allo sfruttamento di uno o più beni immateriali, impiegati per la produzione dei beni o per prestare servizi;
  • plusvalenze che derivano dalla cessione della proprietà intellettuale, a patto che il 90% del corrispettivo venga reinvestito nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali. Altrimenti le plusvalenze vengono solitamente escluse.

Ecco perché il Patent Box, in definitiva, risulta estremamente interessante per quanto riguarda il mondo del franchising e dei franchisors, mondo nel quale i marchi e il know-how rappresentano risorse importanti nella creazione di valore aggiunto.


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Una rapida panoramica sul franchising

La traduzione italiana di franchising potrebbe essere “Affiliazione commerciale”: si tratta, infatti, di un tipo di collaborazione tra imprenditori per la vendita di servizi e/o beni. Il vantaggio principale di questa formula è che permette di sfruttare dei format già rodati sul mercato.

Le parti in causa, infatti, sono due:

  • un’azienda affermata e con una formula commerciale solida e consolidata, definita franchisor o affiliante
  • una società (o un imprenditore) che aderisce alla formula, detto franchisee o affiliato

L’azienda affermata, che produce o distribuisce prodotti e servizi di una specifica marca, concede al franchisee il diritto di commercializzare tali prodotti utilizzando la marca del frachisor. Inoltre prevede di fornirgli sia assistenza tecnica che consulenza sui metodi di lavoro da adottare.

franchising patent box

Cosa deve fare, in cambio, il franchisee? Dovrà rispettare gli standard dell’azienda madre e i suoi modelli di produzione. Quello che ci guadagna è una percentuale sul fatturato, chiamata royalty.

Il franchisor, dal canto suo, potrà avere in questo modo una crescita molto più rapida rispetto a quella derivante dalla diffusione tradizionale: questo grazie al decentramento e alla ripartizione degli oneri finanziari e organizzativi, e quindi senza doversi accollare l’onere di occuparsi personalmente del budget, della location e della gestione del personale.

I vantaggi del Patent Box nel franchising

Le novità introdotte con la Legge di Stabilità 2016 hanno avuto un grande impatto sul franchising e in particolare sui franchisor, che può adesso ottenere i benefici fiscali che ne derivano.

Già ai suoi esordi, con la Legge di Stabilità 2015, il Patent Box si è subito delineato come interessante per questo settore. La successiva volontà espressa dal nostro Paese nel continuare a far rientrare i marchi tra i beni immateriali inclusi nell’agevolazione, anche oltre la scadenza inizialmente prevista nel 2016, non può che andare a vantaggio del franchising, che vede proprio nei marchi e nel know-how i cardini principali.

Cosa rappresenta il marchio nel franchising moderno?
Fondamentalmente veicola significato e valore, sia in senso culturale che economico: si fa portatore dei valori dell’azienda di riferimento, il cui valore economico viene fortemente influenzato dalle sue strategie di marketing e comunicazione: non solo attraverso il franchising, ma anche tramite la comunicazione che effettua online su canali come i social media.

know-how patent box

Per questo il nostro Paese può considerarsi all’avanguardia rispetto agli altri Stati che seguono alla lettera le direttive Patent Box dell’OCSE: non è concettualmente corretto considerare solo le conoscenze tecniche, escludendo l’insieme dei valori di un marchio e di un know-how. Questa visione, oltre a non essere al passo con i tempi, andrebbe anche a danneggiare le aziende italiane, i cui marchi sono il simbolo del made in Italy nel mondo.

La valorizzazione del brand, che rappresenta il motore più potente per le vendite di prodotti e servizi, permette di concentrare l’attenzione su asset rilevanti che rappresentano la maggior parte di un patrimonio aziendale e quindi generare notevoli benefici economici.

La politica adottata dal Governo, inoltre, punta ad attrarre nel nostro Paese anche le proprietà intellettuali delle aziende estere offrendo loro gli stessi vantaggi, così come hanno fatto per anni due Stati come Lussemburgo e Olanda.

La gestione delle royalties nel Patent Box

Come introdotto in precedenza, le royalties sono i guadagni che derivano dalla concessione in uso dei beni immateriali.

Non ci sono regole prestabilite per determinarle, ma il valore viene stabilito da una trattativa: possono quindi assumere differenti forme, derivare da una percentuale del fatturato, calcolate sulla base del numero dei prodotti venduti o stabilite in misura fissa.

I beni immateriali che possono essere concessi in uso sono:

  • brevetti industriali
  • marchi
  • know-how
  • opere d’ingegno
  • formule e informazioni di ambito industriale, commerciale o scientifico

La concessione in uso rappresenta un utilizzo indiretto del bene immateriale: il calcolo del reddito netto agevolabile avviene effettuando la differenza tra i canoni percepiti (le royalties, appunto) con i costi rilevanti: in questo caso la procedura di ruling effettuata con l’Agenzia delle Entrate è facoltativa e non obbligatoria e rimane circoscritta alle operazioni infragruppo intercorse con parti correlate.

 

 

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