patent box operazioni straordinarie

Patent Box e operazioni straordinarie

La circolare n. 11/E del 07/04/16, redatta in collaborazione con il Mise, interpreta l’art. 5 del Patent Box in modo letterale e ne limita l’ambito di applicazione.

Uno dei punti approfonditi, infatti, riguarda le operazioni straordinarie e la loro gestione.

Cosa sono le operazioni straordinarie

Con questo termine si vogliono indicare una vasta categoria di operazioni che hanno lo scopo di modificare, o a volte riconfigurare completamente, le dimensioni o la struttura dell’impresa, le risorse umane e patrimoniali, gli assetti di governo, i profili gestionali e organizzativi.

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Si tratta di attività che vengono intraprese al di fuori della gestione ordinaria, per svariati motivi: la modifica della forma giuridica dell’impresa, per adattarla alle condizioni dell’ambiente sociale legislativo o del mercato, il trasferimento del controllo, la liquidazione in vista della chiusura, tattiche progettate in vista di nuove alleanze ecc.
Questi cambiamenti sono la risposta adattativa dell’impresa al contesto in cui la stessa opera, che spesso evolve molto velocemente: in questo modo riesce a massimizzare il valore del capitale che ha investito.

Il termine “straordinario” non si riferisce, quindi, né alla dimensione né al settore all’interno del quale opera l’impresa, ma all’impatto sulle economie delle imprese coinvolte in tali operazioni.

Queste attività sono strumenti spesso fondamentali per assicurare lo sviluppo aziendale, ma anche per la ricerca di nuove flessibilità e ridimensionamenti strategici.
Si distinguono due principali livelli di strategie:

  • Strategie Corporate o complessive;
  • Strategie di business o competitive.

Le strategie Corporate riguardano l’impresa nel suo compesso e definiscono i settori all’interno dei quali agire, mentre le strategie di business riguardano i modi in cui l’impresa decide di competere all’interno del mercato.

operazioni di fusione nel patent box

Perchè un’azienda decide di intraprendere un’operazione straordinaria?

I motivi sono molteplici:

vuole entrare in nuovi mercati;
vuole avere accesso a nuovi beni patrimoniali o a nuove risorse operative;
vuole cercare una posizione di leadership nel mercato;
per diversificazione;
per obettivi finanziari;
vuole cercare sinergie per avere una maggiore efficienza;
ha necessità di focalizzarsi sul core business;
ha necessità di sviluppare le core competence.

Per valutare se un’operazione straordinaria ha avuto successo solitamente se ne misurano la produttività, i profitti, il livello di innovazione, il turn-over e, nel caso di una società quotata in borsa, il valore delle sue azioni.

Le operazioni straordinarie interessate

Merita di essere approfondita, innanzitutto, la natura dell’operazione che deve fare riferimento a una vera e propria compenetrazione di aziende: queste devono essere dotate di una loro struttura e, al loro interno, devono essere compresi dei beni immateriali e lo svolgimento attività di ricerca e sviluppo, oppure lo sfruttamento economico di tali beni.

La varietà delle operazioni straordinarie è estremamente vasta, alcune riguardano la generalità delle imprese, mentre altre riguardano solamente le società nello specifico: quelle interessate dal Patent Box sono solo alcune, ossia la fusione, la scissione e il conferimento.

 

Tali operazioni devono avere come oggetto l’azienda, mentre invece quelle che riguardano i singoli beni, come il loro acquisto, vengono tralasciate.
Si intende per quest’ultimo caso, tutte quelle situazioni in cui vengono acquisite delle entità in possesso solo di beni immateriali, senza una vera struttura che sia adatta al loro sviluppo o al loro sfruttamento economico.
In particolare, l’Amministrazione finanziaria dovrà valutare caso per caso che l’azienda oggetto dell’operazione rispetti le condizioni che sono state previste.

Cos’è la fusione

Si tratta di un’operazione mediante cui due o più aziende si uniscono, creando così un soggetto giuridico unico e un nuovo sistema economico-aziendale in cui tutte le risorse sono state integrate.
Viene considerata fusione anche l’eventualità in cui tali società vengano incorporate in una che è già preesistente.
Qual’è lo scopo di una fusione?

  • la riduzione dei costi;
  • il rafforzamento del potere di mercato;
  • adottare una maggiore razionalità nello sfruttamento delle risorse;
  • far crescere la competitività e la redditività;
  • avere effetti positivi sul tasso di rischio.

Cos’è la scissione

In questo caso l’operazione prevede che il patrimonio di una società, detta scissa, venga assegnato interamente o parzialmente ad altre società, una o più di una, dette beneficiarie, che possono essere anche appena formate.
Ai soci della prima società vengono assegnate azioni o quote delle società beneficiarie.
Una scissione può essere effettuata per esigenze di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale e non va confusa con il conferimento d’azienda: anche se in entrambi i casi si verifica un trasferimento patrimoniale, nel secondo caso le azioni o le quote vengono assegnate alla società conferente e non ai soci della società scissa.
La scissione può essere:

  • parziale, quando viene trasferita solo una parte del patrimonio della scindenda a favore di un’altra o altre società. In tal caso la società scissa rimane comunque in vita seppur con un patrimonio minore, mentre le attività relative alla parte trasferita vengono gestite dalle società beneficiarie;
  • totale, quando l’intero patrimonio viene trasferito ad altre società, comportando la frammentazione del patrimonio in più parti e l’estinzione della società scissa.

Si distingue anche tra scissione:

  • in senso stretto, quando l’intero patrimonio o parte di esso viene trasferito a società di nuova costituzione;
  • per incorporazione, quando avviene a favore di società preesistenti;
  • eterogenea, quando avviene a favore di enti di tipo diverso.

Qual è lo scopo di una scissione?
Solitamente viene effettuata per formare nuovi assetti e strutture societarie e per suddividere la realtà aziendale tra i soci della stessa.
Viene fatta anche in sede di riorganizzazione, allo scopo di cedere a terzi un certo ramo dell’azienda o per ottenere nuovi equilibri all’interno di un gruppo familiare.

Cos’è il trasferimento

Il trasferimento d’azienda si verifica quando c’è un passaggio o una sostituzione nella gestione di un complesso produttivo organizzato, oppure di una sua parte, sia con scopo di lucro che senza.
Può avvenire in modi differenti:

  • può essere definitivo, come nel caso della vendita;
  • può essere temporaneo, come nel caso dell’affitto.

L’operazione può essere effettuata tramite un atto unilaterale, come la donazione, oppure attraverso un contratto, come nel caso della cessione d’azienda.
Il trasferimento d’azienda viene regolato da norme speciali derogatorie della disciplina di diritto comune, che ha come fine quello di conservare l’unità economica dell’azienda. Viene stabilito, in particolare, che con il trasferimento vi sia il sub-ingresso generalizzato dell’acquirente nei contratti aziendali, salvo che le parti in causa non si accordino diversamente.

Fusioni e acquisizioni: patent box

Cosa sono le fusioni

Come si applica il Patent Box nelle operazioni straordinarie

Una volta che sia stata chiarita la natura dell’operazione straordinaria, occorre fare un’analisi di quello che avviene in relazione all’agevolazione: si parla del subentro del soggetto avente causa – che sia una società incorporante, conferitaria e beneficiaria – nell’esercitare l’opzione effettuata dal soggetto dante causa – società incorporata, scissa e conferente. Tale esercizio deve comprendere anche i vari aspetti connessi alla natura e all’anzianità dei costi, da indicare nel rapporto tra i costi qualificati e quelli complessivi.

Il documento afferma, per quei regimi che ancora non sono allineati al Nexus Approach, che se le operazioni straordinarie sono state effettuate entro il 30 giugno 2016, il subentro può avvenire anche nel caso che l’oggetto coinvolto siano i singoli beni immateriali: questo però, solo a condizione che tali operazioni vengano svolte tra società che appartenevano allo stesso gruppo alla data in cui è entrata in vigore la disciplina.
Tradotto, significa che le operazioni effettuate prima del 30 giugno 2016 tra società che il 31 dicembre 2014 appartenevano allo stesso gruppo societario, hanno la possibilità di fruire del subentro a prescindere da ciò che hanno in oggetto.

Facciamo un esempio pratico per chiarire meglio il concetto: il caso in cui una società italiana che detiene beni immateriali venga acquistata da un’altra società, e in seguito a questo avvenga una fusione che attribuisce contabilmente una parte del prezzo di acquisto delle azioni a questi beni.
La logica dell’agevolazione prevede che venga costruito un rapporto tra le spese qualificate di ricerca e sviluppo e quelle nel complesso riferibili al bene immateriale.
Le spese complessive devono comprendere anche il costo di acquisizione, anche tramite la licenza della concessione in uso, del bene intangibile che è stato sostenuto durante il periodo di imposta.
Il rapporto può essere al massimo pari a uno ed è il moltiplicatore del reddito derivante dal bene agevolabile, abbattuto nella quantificazione di tale agevolazione al 30%, al 40% o al 50% in base all’anno di riferimento.

Cosa comporta questo? Che l’operazione di fusione potrebbe ridurre l’agevolazione, nel caso in cui l’attribuzione del maggior valore contabile al bene immateriale rappresenti, all’interno del calcolo del rapporto, un costo sostenuto per il bene immateriale stesso. ­
Data la natura del Nexus Approach, che intende prendere in considerazione solamente il costo sostenuto da chi acquista il bene immateriale, nella determinazione del rapporto tra i costi qualificati e quelli complessivi non sono presi in considerazione i valori contabili maggiori del bene immateriale, percepiti dopo:

  • il disavanzo da fusione;
  • il disavanzo da scissione;
  • dopo il conferimento dell’azienda.

In questo caso stiamo sempre parlando del caso in cui l’operazione straordinaria abbia come oggetto un’azienda o venga effettuata all’interno dello stesso gruppo nel periodo precedentemente menzionato.


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