HELP AREA

CIRCOLARI E DECRETI

Decreti e delle circolari che hanno accompagnato l’evoluzione del Patent Box italiano.

La Legge n. 190/2014

La Legge 190/2014 ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento il regime fiscale Patent Box, definito come un regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi che derivano dallo sfruttamento della proprietà intellettuale, quindi dall’utilizzo di alcune tipologie di beni immateriali.

Tali redditi, per poter fruire di tale agevolazione, devono essere conseguiti da società ed enti commerciali che svolgono attività di ricerca e sviluppo.
Scendendo nel dettaglio, la legge stabilisce che le imprese possono, in via opzionale, escludere dalle tasse fino al 50% del reddito derivante dallo sfruttamento commerciale dei beni intangibili (costituiti da opere d’ingegno, marchi d’impresa e brevetti industriali).

Tale legge è stata successivamente modificata dall’articolo 5 del Decreto Legge n. 3 del 24 gennaio 2015 e dall’articolo 1, comma 148, della Legge n. 208 del 28 dicembre 2015 (Legge di Stabilità per il 2016), descritte successivamente.

Decreto Investment Compact (decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3 convertito Legge 24,03,2015 n.33)

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.70 il 25/03/2015, questo decreto introduce la categoria delle PMI innovative, delle nuove agevolazioni per le startup innovative e infine delle modifiche all’impianto normativo del Patent Box, ai fini di estenderne l’ambito di applicazione.

In particolare il decreto:

  • ha ridefinito il rapporto di calcolo ed ha esteso l’agevolazione a tutte le tipologie di marchi, inclusi quelli commerciali. In questo modo, il provvedimento ha eliminato la limitazione che vedeva i marchi d’impresa essere agevolabili solo se erano equivalenti funzionalmente ai brevetti;
  • ha reso facoltativo il contraddittorio preventivo (il cosiddetto ruling) in caso in cui si verifichino redditi realizzati infragruppo;
  • ha concesso la facoltà di esternalizzare le attività di Ricerca e Sviluppo (che non siano infragruppo).

In questo modo è stata ampliata la pletea che potrà trarre beneficio dalla normativa, con lo scopo palese di disincentivare le aziende a lasciare il nostro paese alla ricerca di nazioni che applicano tassazione più conveniente sui beni immateriali.

Decreto interministeriale del 30/07/2015, attuativo della normativa Patent Box

Tale decreto, registrato alla Corte dei Conti in data 23 settembre 2015, determina l’ambito applicativo e i criteri di calcolo dell’agevolazione.
Prevede inoltre che l’opzione Patent Box, una volta che è stata esercitata, sia valida per cinque periodi d’imposta e che, durante questo lasso di tempo, sia irrevocabile. Al termine del periodo quinquennale previsto, l’opzione può essere rinnovata.

Provvedimento del 10/11/2015

Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 novembre 2015, sancisce l’approvazione del modello “Opzione per il regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali”, che dev’essere utilizzato per esercitare l’opzione per quanto riguarda i primi due periodi di imposta, quelli successivi al periodo in corso al 31 dicembre 2014.
A partire dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, invece, è stato stabilito che l’opzione debba essere resa nota all’interno della dichiarazione dei redditi e decorrere dal periodo d’imposta al quale la stessa dichiarazione si riferisce.

Con questo provvedimento viene descritto nel dettaglio il modello, così composto:

  • i primi due riquadri devono contenere i dati anagrafici del soggetto esercitante l’opzione e quelli di un eventuale rappresentante firmatario;
  • l’ultimo deve contenere l’impegno alla presentazione telematica da parte dell’intermediario che è stato incaricato per la trasmissione.

Provvedimento del 01/12/2015 dell’Agenzia delle Entrate e Circolare n.36/E del 1 dicembre 2015  dell’Agenzia delle Entrate: Accesso alla procedura di accordo Ruling ordinario e semplificato

Il Provvedimento del 1.12.2015 ha contribuito a completare il quadro normativo e attuativo del Patent Box, affiancato dalla Circolare 36/E, emessa nella stessa data.

Lo scopo del provvedimento e della circolare, rivolti in particolare alle piccole e medie imprese, è stato quello di permettere l’esercizio dell’opzione entro il 31 dicembre 2015 (che era il termine finale per poterne beneficiare già in tale anno), per poi approfondire le condizioni e l’eventuale convenienza entro i successivi 120 giorni.
Nel corso di tale lasso di tempo le imprese avrebbero potuto rinunciare al Patent Box senza ricadute fiscali.

Legge 28 dicembre 2015 n. 208 (Legge di Stabilità 2016) comma 148

Tale legge modifica l’articolo 1 della Legge n. 190 23 dicembre 2014 e sostituisce la precedente voce “Opere d’Ingegno” con il termine “Software protetto da copyright”.
Tale comma modifica ulteriormente i criteri secondo i quali avviene il riconoscimento congiunto dei beni intangibili complementari tra loro.
Se i beni immateriali che sono previsti dal regime agevolato del Patent Box risultano essere collegati da vincoli di complementarietà, nel caso in cui vengano usati congiuntamente per la creazione di un prodotto o di un processo unitario, allora possono essere considerati come un unico bene immateriale.

 

Provvedimento del 23.3.2016

A modifica e integrazione del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 1° dicembre 2015, in riferimento alla possibilità di usufruire del regime fiscale Patent Box, il Provvedimento del 23.3.2016 ha stabilito che tutti coloro che hanno presentato istanza di accordo preventivo dall’1.12.2015 al 31.3.2016 hanno più tempo per inviare la documentazione a supporto dell’istanza.
In particolare la scadenza è stata estesa dai 120 giorni inizialmente previsti a 150, a partire dalla data di presentazione della richiesta,

La proroga è nata per avere solo carattere temporaneo ed è valida solo per le istanze già inviate e che erano ancora da inviare fino al 31 marzo 2016.

L’Agenzia delle Entrate ha anche anticipato l’arrivo di un sistema telematico di comunicazione che metterà in contatto le imprese e l’Agenzia stessa.

Circolare n. 11/E del 7 aprile 2016 dell’Agenzia delle Entrate

La Circolare fornisce alcuni ulteriori chiarimenti sull’impianto generale del Patent Box e alcune soluzioni interpretative in risposta ai quesiti che sono giunti da parte dei rappresentanti delle Associazioni di Categoria e delle Professioni Libere.
Gli argomenti trattati, in particolare, sono:

  • La definizione dei beni intangibili che possono essere agevolati;
  • I metodi di calcolo;
  • Il modo in cui dev’essere determinato il reddito agevolabile;
  • L’oggetto dell’accordo preventivo.

Vengono incluse nei costi da considerare anche le spese di marketing, che possono confluire nel nexus ratio a patto che si riferiscano a un marchio che sia oggetto dell’opzione.
Ai fini della determinazione del reddito agevolabile, acquisiscono importanza i costi che siano fiscalmente riconosciuti, includendo tra essi gli ammortamenti fiscalmente rilevanti.
Le spese di ricerca che non vanno a buon fine, cioè le cui conoscenze ottenute non si traducono in ricerca applicata, non devono essere considerate nel rapporto.
In caso di operazioni straordinarie, la società incorporante, beneficiaria o conferitaria potrà subentrare nell’esercitare l’opzione effettuata dalla società incorporata, scissa o conferente. L’Amministrazione finanziaria deve valutare se le operazioni straordinarie in esame riguardino effettivamente un’azienda che rispetta le condizioni previste.

L’Agenzia delle Entrate ha precisato con questa circolare che, se non dovesse risultare fattibile, o anche solo conveniente, effettuare la detassazione all’interno del modello Unico, non ci sarà alcuna conseguenza fiscale per le imprese coinvolte: l’opzione si intenderà semplicemente come non esercitata.

Vengono anche fatti dei chiarimenti sull’ambito soggettivo di applicazione, chiarendo che l’agevolazione può essere applicata su tutti i soggetti che risiedono nel territorio dello Stato, senza vincoli sulla loro natura giuridica, la loro dimensione e il settore produttivo del quale fanno parte.
Inoltre, viene chiarito che l’agevolazione prevista dal Patent Box riguarda anche tutte le stabili organizzazioni – a cui sono attribuibili i beni immateriali indicati all’articolo 6 del decreto 30 luglio 2015 – presenti nel territorio dello Stato e appartenenti a soggetti che risiedono in altri Paesi, a patto che con questi sia attivo un accordo: questo allo scopo di evitare le doppie imposizioni e di poter garantire la presenza di uno scambio di informazioni.
La circolare elenca inoltre i soggetti che sono esclusi dal Patent Box:

  • le società che siano assoggettate a procedure concorsuali, quali fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria. L’unica eccezione è rappresentata dall’eventualità in cui tali procedure siano mirate alla continuazione dell’esercizio dell’attività economica;
  • I titolari di reddito di impresa che usano una metodologia differente da quella analitica per determinare il reddito.

Vuoi saperne di più sui beni immateriali?

Approfondimenti

Per maggiori informazioni, l’intera normativa, le circolari, i decreti, i pareri dell’Agenzia delle Entrate relativi al Patent Box, alla procedura di ruling e al calcolo, sono disponibili nella sezione circolari del sito, a questo link:

Per circolari, decreti, pareri dell’agenzia dell’entrate sul Patent Box

Nessun evento disponibile.