Il Patent Box e i suoi benefici nel settore software

Patent Box e i suoi benefici nel settore software

L’agevolazione del Patent Box risulta estremamente interessante per quei produttori che commercializzano i loro software tramite la licenza d’uso: per loro, infatti, l’accesso all’agevolazione fiscale non è vincolata dall’effettuare o meno il ruling.

Avevamo già toccato l’argomento nel nostro case study riguardante l’uso indiretto dei beni immateriali.
Vediamo nel dettaglio tutti gli aspetti dell’applicazione della normativa nel settore del software.

Patent Box e Credito di imposta per Ricerca e Sviluppo

L’origine del termine Patent Box è da ricercare in terra irlandese, e fa riferimento alla casella (box) che in Irlanda occorre barrare nei moduli della dichiarazione dei redditi, in modo da poter accedere ad agevolazioni riguardanti brevetti (patent) e opere di ingegno.

In terra nostrana, occorre tener presente che il Patent Box agisce sinergicamente con un’altra agevolazione rilevante per gli imprenditori, ossia il credito d’imposta per la ricerca e sviluppo: ne possono beneficiare coloro che effettuano investimenti in tale settore per un equivalente del 25% (o 50%, in alcuni casi) delle spese incrementali che sono state sostenute rispetto alla media degli stessi investimenti che sono stati effettuati durante i tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Patent Box vantaggi software

In quest’ottica, quindi, credito di imposta e Patent Box rappresentano due step agevolativi successivi, il primo per individuare il bene intangibile grazie alla ricerca e allo sviluppo, il secondo per agevolarne lo sfruttamento.

I modi in cui il Patent Box favorisce il comparto del software

I tre vantaggi rilevanti che il Patent Box porta nel settore del software sono:

  • l’ottenimento di vantaggi fiscali da investimenti che sono già stati effettuati nel corso del tempo, a differenza di altre misure introdotte con la Legge di Stabilità di quest’anno, quali il super ammortamento o le agevolazioni su ricerca e sviluppo. Per il settore del software questo è un aspetto fondamentale, in quanto necessita di effettuare ingenti investimenti prima di poter vedere un ritorno del reddito;
  • il fatto che le modifiche successive alla norma abbiano specificato che l’agevolazione è valida per il software coperto da copyright. In questo modo è sufficiente un’autocertificazione da dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte del legale rappresentante dell’azienda, o magari validata da un esperto esterno, dove viene attestata la titolarità dei diritti e la presenza dei requisiti di creatività e originalità. Questo rende superflua la registrazione del software. La registrazione può essere comunque effettuata per tutelarsi, presso il Registro pubblico istituito dalla Siae, consegnando anche una parte dei sorgenti per sicurezza;
  • Infine, fatto che il bene immateriale (software) possa essere utilizzato in modo indiretto (quando i produttori lo commercializzano tramite licenza d’uso), rende superfluo il ruling effettuato con l’Agenzia delle Entrate. Questo grazie alle modifiche introdotte dal comma 148 della legge 208/2015 (Legge di Stabilità) dove l’espressione “opere dell’ingegno” è stata sostituita con “software protetto da copyright”. In questo modo è possibile predire l’ammontare del beneficio per la durata dell’opzione Patent Box e la sua applicazione avviene direttamente nella presentazione dell’istanza.

Nonostante non sussista l’obbligo di registrazione del software, l’Azienda in questione dovrà comunque predisporre per esso (e per ognuno dei software oggetto di interesse) una contabilità analitica che tenga traccia dei ricavi e dei costi da cui derivano i redditi agevolabili. Questo per poter conservare la documentazione da presentare in caso di controlli.


Vuoi ulteriori informazioni su come usufruire del Patent Box?

Un approfondimento sul software

Il software viene definito come

un insieme organizzato e strutturato di una sequenza di istruzioni in codice capace di far eseguire una funzione particolare per mezzo di un elaboratore elettronico.

Rientra tra le opere che possono essere protette dalla Legge sul diritto d’autore: in questo modo viene tutelato il diritto di esclusiva di cui gode il suo creatore, senza richiedere ulteriori formalità.

patent box ricerca e sviluppo software

La registrazione del software ai fini del Patent Box

Come spiegato precedentemente, la registrazione del software ai fini del Patent Box presso gli enti competenti (tipicamente il Pubblico Registro Speciale dei Programmatori per Elaboratori presso la Siae) è una pratica opzionale, ma nonostante questo fortemente consigliata.

Sulla carta, infatti, si tratta di una formalità che spetta all’autore dell’opera, ma nella pratica può rivelarsi un’azione decisamente utile sul medio – lungo periodo.
Il motivo è che la registrazione permette di attribuire una data certa alla creazione del software e di avere una tracciatura nel tempo relativa alla sua evoluzione. Questo significa quindi poter rintracciare più facilmente tutti gli investimenti che sono stati realizzati su questo bene immateriale.

Ricordiamo che uno dei requisiti affinché il software possa rientrare tra i beni immateriali meritevoli di tutela giuridica, è quello dell’originalità: deve essere frutto dell’ingegno dei suoi autori e non può derivare da modifiche o da aggiustamenti fatti a un’opera che già esisteva.

La registrazione del software permette, inoltre, di evitare future possibili contestazioni – con la conseguente revoca dell’agevolazione Patent Box – fatte da parte dell’Agenzia delle Entrate.

 

 

 

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