Il Patent Box e il ruolo dei Commercialisti

Patent Box e il ruolo dei commercialisti

Sin dagli esordi, i commercialisti italiani hanno accolto con favore l’introduzione del Patent Box: il punto positivo centrale, nel loro parere, è il fatto che abbia dei riflessi positivi sul tax rate aziendale, e soprattutto che costituisca uno stimolo per una collaborazione preventiva tra i contribuenti e il fisco.

Patent Box e Fisco, emblema di un cambio di rotta

La sensazione generale è quella che l’applicazione del regime Patent Box sia il segnale emblematico di un cambio di approccio e strategia da parte del Fisco, sempre più orientato negli ultimi anni a ricercare la collaborazione diretta e il dialogo con le parti in causa.

Il commercialista in questa nuova prospettiva diventa un ponte di collegamento tra le imprese e l’Amministrazione finanziaria: la nuova misura di agevolazione presenta caratteri estremamente complessi e questo rende la figura di questo professionista ancora più determinante rispetto al passato. Il suo apporto nel gestire il contraddittorio e nel sottoscrivere l’accordo è fondamentale.

Al momento, il lavoro del commercialista si concretizza soprattutto nella fase attuativa del Patent Box, ma in futuro potrebbe iniziare ad avere un certo peso anche per quanto riguarda la scrittura della legge stessa, mettendo a disposizione un bagaglio di competenze preziose e uniche rispetto a quelle di altre professioni.

Patent box e commercialisti dialogo

Per il nostro Paese attualmente il Patent Box rappresenta un esempio concreto di buona normativa in ambito fiscale, ma è anche la prova di come le leggi, l’Amministrazione, il Governo e il Parlamento possano interagire in modo proficuo con il tessuto produttivo italiano e raggiungere così obiettivi importanti.

Nuove prospettive lavorative, per i commercialisti, arrivano anche su altri fronti dello stesso ambito: la tendenza in tutto il mondo è oramai quella di combattere l’economia sommersa e cercare di eliminare le asimmetrie informative.

Ricordiamo che proprio in questo contesto è nata la “Voluntary Disclosure“, che è stata fortemente voluta dall’OCSE. La “Voluntary Disclosure” è costituita da un istituto tramite il quale gli italiani, che detengono illecitamente attività finanziarie o patrimoniali all’estero, possono regolarizzare la propria posizione “autodenunciandosi”. E’ in pratica l’ultima occasione per sanare la loro posizione, pagando le imposte e le sanzioni in misura ridotta.

Sempre in relazione a questo nuovo trend mondiale occorre citare il Beps (Base erosion and profit shifting action plan), un’altra pensata dell’OCSE per la lotta all’evasione fiscale all’infuori dei confini nazionali. Argomento di interesse per tutti i professionisti che operano nel settore, in quanto condiziona la gestione fiscale delle multinazionali, il fax planning e il risk management.

Le problematiche gestite dai commercialisti nel Patent Box

In cosa consiste esattamente il contributo portato dal commercialista a tutte quelle imprese che vogliano beneficiare dell’agevolazione fiscale di cui sopra?

Patent box compiti commercialista

Le problematiche più frequenti da affrontare sono solitamente:

  • l’individuazione dei beni immateriali grazie ai quali usufruire del Patent Box. I redditi agevolabili derivano quindi dall’utilizzo di software protetto da copyright, dai brevetti industriali, sia concessi che in corso di concessione, dai marchi d’impresa, da disegni e modelli, da informazioni aziendali e da esperienze tecnico-industriali.
  • i metodi per l’individuazione e il tracciamento delle componenti che costituiscono i costi di ricerca. Costituiscono, insieme all’individuazione dei beni immateriali, una fase preliminare fondamentale per poi impostare correttamente quella successiva di ruling con l’Agenzia delle Entrate. I costi di cui si tiene conto sono quelli sostenuti nell’anno in cui si fruisce del beneficio fiscale e nei tre esercizi precedenti.
  • i rapporti con le parti correlate. Il reddito agevolabile viene infatti calcolato facendo un rapporto tra i costi di attività di ricerca e sviluppo sostenuti per mantenere, accrescere e sviluppare il bene immateriale e i costi complessivi che sono stati sostenuti per la produzione del suddetto bene.

Gli altri compiti che possono essere svolti dal commercialista riguardano:

  • analisi di fattibilità e valutazione sul beneficio fiscale complessivo del regime Patent Box, prendendo in esame le possibili combinazioni di business;
  • assistenza durante la procedura di ruling con l’Amministrazione Finanziaria;
  • preparazione della documentazione necessaria;
  • monitoraggio periodico e calcolo costante del beneficio fiscale.

Vuoi una mano o spiegazioni su qualcuno degli aspetti sopra descritti del Patent Box?

Uno dei passaggi più cruciali sopra citati è lo svolgimento del contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate, fatto per determinare i metodi e i criteri del calcolo del contributo economico apportato dal bene immateriale usato in modo diretto.
Si tratta di una fase sviluppata sempre nell’ottica di promuovere una sempre più efficace collaborazione tra il Fisco e il contribuente.

Il Patent Box come motore per lo sviluppo competitivo delle imprese

Altri Paesi con economie più competitive avevano sviluppato già prima di noi la loro normativa sul Patent Box, offrendo alle loro aziende un ulteriore motore per la crescita.
L’Italia è arrivata in ritardo rispetto agli altri, ma con questa normativa è andata a colmare la sua lacuna e si prefigge di aumentare la sua attrattività a livello internazionale.

Il Patent Box, infatti, rappresenta una disciplina innovativa che ha come scopo il rilancio della ricerca e dello sviluppo, attraendo nuovamente a sé la proprietà intellettuale che attualmente risiede all’estero.
Un tassello fondamentale per rafforzare la nascente ripresa economica e proiettare l’Italia nel contesto mondiale con basi più solide.

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