Patent box e complementarieta

Patent Box e complementarietà

Nell’applicazione operativa del Patent Box è emersa fin da subito l’iniziale rigidità che riguardava il principio di complementarietà, affrontato in prima istanza con un approccio difficilmente applicabile in molti casi reali.

Patent Box e substantial activity

La norma italiana del Patent Box è ispirata in larga misura al Nexus Approach, la condizione per accedere ai benefici dell’agevolazione elaborata in sede Ocse (con particolare riferimento all’action 5 del progetto Beps).
Riassumendo il concetto già noto, per usufruire del Patent Box è necessario aver sostenuto delle spese in ambito di attività di Ricerca e Sviluppo, sottolineando che deve sussistere un collegamento diretto tra la spesa e il beneficio fiscale: più precisamente questa connessione deve riguardare le spese di Ricerca e Sviluppo, il bene immateriale che deriva dalle stesse e il reddito agevolato grazie all’utilizzo di tale bene.

patent box e complementarietà - ricerca e sviluppo

Le spese rappresentano una vera e propria garanzia dell’esistenza di una substantial activity, ossia di un’attività materiale – fatta da parte del contribuente – che sia effettivamente rilevante nella creazione o nello sviluppo del bene immateriale

Patent Box e complementarietà nel DM 30 luglio 2015

La questione su come procedere nel caso in cui più beni intangibili vengano usati in modo congiunto per la realizzazione di un processo o di un prodotto, si è posta da subito con il DM 30 luglio 2015, in particolare nell’articolo 6, comma 3.

Nella relazione illustrativa al decreto si legge che «I beni immateriali collegati da vincoli di complementarietà e utilizzati congiuntamente per la finalizzazione di un processo/prodotto si considerano un unico bene immateriale. È il caso, ad esempio, del modello di autovettura che “incorpora” più brevetti”.
Il dubbio interpretativo deriva dal fatto che il decreto fa riferimento a beni immateriali nell’ambito “delle singole tipologie”.

Questo significa che, sulla base di quanto specificato in questo Decreto Ministeriale, l’applicazione dell’agevolazione veniva ritenuta possibile solamente nel caso in cui i beni immateriali multipli appartenessero alla stessa tipologia: in pratica, non sembrava ammessa la complementarietà tra beni diversi, come ad esempio marchi e brevetti.
Si faceva piuttosto riferimento, ad esempio, alla presenza simultanea di più di un software, più di un modello e più di un brevetto.

Nei casi reali, invece, si riscontra spesso la presenza di intangibili differenti nella realizzazione di un prodotto (per esempio, brevetti e know how oppure software e know how, per citare alcune delle ricorrenze più comuni). Per cui la discriminazione di questo tipo di complementarietà appariva del tutto immotivata.
Per portare un esempio concreto, due settori in cui si verifica spesso la presenza di più beni immateriali sono quello IT, per quanto riguarda le componenti hardware, oppure quello automobilistico, dove possono essere incorporati più brevetti in un unico prodotto.

Non solo: in presenza di tale distinguo si sarebbero verificate altre due circostanze cruciali:

  • la difficoltà nel rispettare la connessione necessaria per il rispetto del Nexus Approach
  • la complessità del dover individuare l’apporto economico dei diversi beni immateriali per la generazione del reddito.

La connessione da ritenere rilevante, come detto a inizio articolo, dovrebbe essere quella tra questi tre elementi:

  1. le spese sostenute
  2. il prodotto (o processo) che incorpora in sé più di un bene immateriale, non necessariamente con riferimento a quelli della stessa tipologia
  3. il derivante reddito agevolabile tramite Patent Box.

Patent Box e complementarietà, i chiarimenti della Legge di Stabilità 2016

In seguito, la Legge di Stabilità 2016 ha definito e semplificato questo principio, superandone gli evidenti limiti e ripristinando il principio generale della pluralità di tali beni: se vengono usati per la realizzazione di uno o più prodotti appartenenti alla stessa famiglia, oppure nell’ambito di un processo o un gruppo di processi, vengono ritenuti alla stregua di un unico bene immateriale e si può quindi usufruire dei benefici previsti dal Patent Box.

Questo chiarimento ha reso più semplice l’applicazione dell’agevolazione sia da parte dell’Agenzia delle Entrate, sia da parte del contribuente, riconoscendo che ci sono numerosi casi in cui individuare la connessione tra il bene immateriale, le spese di ricerca sostenute e il reddito agevolabile diventa un esercizio decisamente complesso.

Questi mesi di applicazione pratica sul campo e di casi reali, hanno evidenziato ulteriormente l’importanza della questione..

Ricordiamo che le imprese possono utilizzare i beni immateriali sia in modo diretto che indiretto: nel primo caso, per quantificare esattamente la quota di reddito agevolabile, bisogna prima individuare l’effettivo contributo economico portato dal bene immateriale: ossia stimare l’entità del ricavo – derivato dalla vendita del prodotto – che è stato determinato dall’esistenza di un marchio, un know how, un modello o un brevetto.


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Predisposizioni per una più facile applicazione del Patent Box

Da un punto di vista prettamente pratico, può essere molto utile predisporre delle policy aziendali finalizzate all’implementazione delle agevolazioni fiscali.

(Vedi anche “Patent Box, i 12 passi da fare per la sua applicazione“)

Alcuni dei passi suggeriti sono i seguenti:

  • preparare una descrizione delle attività di Ricerca e Sviluppo fatte dall’azienda o dal gruppo, sia con riferimento alle attività In-House, sia con riferimento a quelle in outsourcing;
  • individuare e descrivere nel dettaglio gli asset a cui possono essere applicate le agevolazioni fiscali;
  • indicare il titolo giuridico (titolarità o licenza) sulla base di cui tali asset vengono utilizzati in azienda;
  • identificare i redditi derivanti dal bene immateriale agevolabile, catalogarli e sottolineare quale rapporto sussista tra il prodotto e il portfolio dei beni intangibili;
  • identificare i costi di Ricerca e Sviluppo

 

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