Patent Box

Patent Box e Bonus Ricerca – Misure Sinergiche

Il Bonus ricerca è un’agevolazione che ha una particolare sinergia con il Patent Box , pensata dallo Stato Italiano per incentivare i processi di Ricerca & Sviluppo delle imprese.

Lo strumento di cui stiamo parlando è IL CREDITO DI IMPOSTA RICERCA & SVILUPPO.

In cosa consiste

C’è la possibilità per le imprese che effettuano investimenti nel 2016, 2017, 2018, 2019 di ottenere un’agevolazione fiscale, sotto forma di credito di imposta.

Chi può ottenere il bonus ricerca

Possono usufruirne tutte le imprese a prescindere da forma giuridica, dimensioni e settori di attività.

Come si calcola il bonus ricerca

Il calcolo consiste nel calcolo appunto del “credito di imposta” in modo incrementale, cioè, spetta sulle spese sostenute in ciascun periodo di imposta agevolato in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei 3 peridi precedenti al 31 agosto 2016 , facendo quindi riferimento ad una media “fissa” che è relativa agli anni 2013, 2014, 2015.

Qual’è il contributo del bonus ricerca

L’importo massimo è di 5 milioni per ciascun beneficiario e per essere riconosciuto la spesa complessiva degli investimenti in R&S in ciascun periodo di imposta per il quale si intende fruire dell’agevolazione deve essere almeno di 30.000.

Come richiedere il bonus ricerca

L’agevolazione si può ottenere automaticamente andando semplicemente ad indicarla nella dichiarazione dei redditi.

Come utilizzare il bonus ricerca

Può essere utilizzato esclusivamente in compensazione con il modulo F24 e a partire dal periodo successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti.

Conclusa questa breve presentazione del Credito di Imposta Ricerca & Sviluppo rivediamo in breve

cos’è il PATENT BOX

ora mettiamoli a confronto per capire la sinergia tra i due strumenti.
Il Patent Box è un regime di tassazione agevolata che prevede l’esclusione di una quota dei redditi generati dall’utilizzo di beni immateriali, i quali avranno una parziale esenzione su IRES e IRAP.

Questo vuol dire che per redditi derivanti che derivano ad esempio da brevetti e/o software protetti da diritto d’autore, invece di essere assoggettati ad una tassazione del 31,4%, con se verranno opzionati per il PATENT BOX verranno assoggettati ad una tassazione dimezzata.
Attualmente, quindi, il Patent Box può essere applicato a:

– Software protetti dal diritto d’autore;

– Brevetti per invenzione industriale, sia concessi che in corso di concessione;

– Invenzioni biotecnologiche e certificati di protezione complementari;

– Brevetti o certificati per topografie, varietà vegetali e semiconduttori;

– Disegni e modelli;

– Modelli di utilità;

– Know how aziendale;

– Marchi di impresa, sia già registrati che in corso di registrazione.

Leggi anche : “Patent box e brevetti cosa sta cambiando”

L’opzione è disponibile per coloro che hanno diritto allo sfruttamento economico delle opere di ingegno precedentemente citate.
Il beneficiario del Patent Box, sostanzialmente, deve essere in possesso del bene immateriale oppure averlo in licenza.
Anche contribuenti stranieri possono sfruttare l’opzione PATENT BOX, a patto che abbiano un reddito di impresa imputabile ad un organizzazione che abbia sede in Italia e che siano residenti in uno stato che ha un accordo contro la doppia imposizione fiscale con l’Italia e che ci sia un effettivo scambio di informazioni.
I titolari di reddito d’impresa che possono usufruire del Patent Box sono:
• Ditte individuali;
• Società per azioni e in accomandita per azioni, SRL, società di mutua assicurazione e società cooperative, che siano residenti in Italia;
• Enti pubblici e privati commerciali, residenti in Italia;
• Enti non commerciali (solo per quanto riguarda il reddito di impresa);
• Società in nome collettivo e in accomandita semplice;
• Società non residenti, ma con organizzazione stabile in Italia, solamente se c’è scambio di informazioni e in presenza di un accordo contro la doppia imposizione fiscale.

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Agevolazioni cumulabili tra “Bonus Ricerca” e “Patent Box”

Dalla circolare n.5/E del 2016 si legge, che lo strumento “CREDITO DI IMPOSTA” e il “PATENT BOX” sono due strumenti sinergici che hanno lo scopo di incentivare ed agevolare l’attività di ricerca e sviluppo nelle diverse fai di svolgimento della stessa.
Ricapitolando:
Il primo mediante l’attribuzione di un credito di imposta per l’attività di ricerca svolta, mentre, il secondo mediante la detassazione dei redditi derivanti dallo sfruttamento economico dei beni immateriali che si ottengono attraverso attività di ricerca e sviluppo, fermo restando che l’impresa continui a svolgere attività di Ricerca e Sviluppo ai fini del mantenimento dei beni materiali e dell’accrescimento degli stessi.
Concludiamo dicendo che discende da tale considerazione che i costi rilevanti ai fini del credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo si devono intendere integralmente rilevanti anche ai fini della determinazione del reddito detassato nel PATENT BOX.