HELP AREA

PATENT BOX: COME FUNZIONA

Questa pagina è parte della guida al patent box.

Come funziona il Patent Box e in cosa consiste esattamente l’agevolazione.

La sua applicazione prevede una detassazione progressiva, strutturata nel modo che segue:

  • -30% nel 2015;
  • -40% nel 2016;
  • -50% nel 2017.

Come già dettagliatamente spiegato nella descrizione introduttiva al Patent Box, tale detassazione riguarda tutti i redditi derivanti dall’uso sia diretto che indiretto dei beni immateriali.

La validità dell’agevolazione ha inizio dal periodo di imposta immediatamente successivo al 31 dicembre 2014, per una durata di cinque anni: più esattamente, vale per cinque periodi di imposta, ossia quello nel quale è comunicata l’opzione e i successivi quattro.
Può essere inoltre rinnovata per un periodo di pari durata ed è irrevocabile.

L’azienda che detiene il possesso del brevetto può quindi beneficiare dei vantaggi del Patent Box senza limitazioni temporali, fintanto che svolgerà attività di ricerca sul bene intangibile.

Se l’utilizzo di tale bene avviene in modo diretto, allora l’impresa può trarre beneficio dal regime a partire dal primo periodo di imposta in cui viene presentata l’istanza di ruling: questo, però, può avvenire solo a patto che la quota di reddito interessata dall’agevolazione venga indicata nella dichiarazione dei redditi, quella relativa al periodo in cui è stato sottoscritto l’accordo.
La quota di reddito agevolabile deve, inoltre, essere quella attribuibile ai periodi d’imposta che vanno dal giorno di presentazione dell’istanza alla data in cui è stato sottoscritto l’accordo.

Fanno eccezione, nell’adottare questa procedura, i due periodi di imposta immediatamente successivi al 31 dicembre del 2015: in questo caso l’opzione non andrà ancora inserita nella dichiarazione dei redditi, ma occorrerà presentarne una apposita all’Agenzia delle Entrate.

Quando i redditi derivano dalla cessione dei beni immateriali (e non dalla loro concessione in uso), vengono esclusi dal calcolo imponibile solo se almeno il 90% è reinvestito in attività di ricerca e sviluppo, oppure se la stessa percentuale viene utilizzata per il mantenimento o l’accrescimento di tali beni immateriali.

Le distinzioni nel calcolo dell’agevolazione

patent box come funziona la distinzione per il calcolo

Prima di poter stabilire a quanto ammonta esattamente l’agevolazione, occorre determinare la quota di reddito che deriva dal bene immateriale e quindi stabilire quale percentuale di tale reddito sia agevolabile.

La determinazione del reddito si basa sulla distinzione tra le due diverse modalità di utilizzo del bene, ossia quello diretto e quello indiretto.

Utilizzo diretto del bene immateriale

Si verifica quando l’impresa produce o mette in commercio o beni e i servizi creati con uno specifico marchio, brevetto, know how, ecc.: il reddito del bene immateriale equivale al contributo economico che apporta alla produzione del risultato complessivo dell’impresa.
Va determinato un conto economico virtuale riferito al bene intangibile che deve indicare:

  • i proventi, ossia le royalties implicite incorporate all’interno del prezzo del bene;
  • i costi diretti e indiretti, ossia tutte le attività connesse alla creazione, allo sviluppo e al mantenimento del bene.

Data la presenza di elementi di discrezionalità, occorre istituire con l’Agenzia delle Entrate una procedura definita di ruling internazionale (vedi art. 110 TUIR, L. 326/2003, Provvedimento Direttore A.d.E. 23.07.2014), con lo scopo di individuare l’effettivo apporto del bene immateriale ai ricavi che sono stati realizzati.

Nella Circolare 11/E/2016 sono annoverati come metodi preferenziali il “Cup” e il “Residual Profit split”.

Utilizzo indiretto del bene immateriale

Si verifica quando il bene immateriale viene concesso a terzi in licenza d’uso in cambio di un canone.
In questo caso si parla di royalties che vengono percepite dal titolare del bene immateriale, al netto di eventuali oneri che riguardano i componenti positivi del reddito (Circolare 11/E/2016).
La procedura di ruling non si rivela necessaria, ma solamente facoltativa: prendiamo come esempio emblematico il caso in cui ci sia una concessione d’uso del bene a terzi. Data questa premessa, occorre determinare il contributo economico sulla base delle linee guida comunicate dall’OCSE per quanto riguarda i prezzi di trasferimento, definite anche Transfer Pricing.

Secondo tali linee guida, si rende necessario scegliere un metodo che renda facilmente comprensibile quale rapporto esiste tra i beni immateriali e le funzioni caratterizzanti le attività dell’impresa.
Questo è possibile tenendo conto di tutte le variabili che contribuiscono, in senso materiale, alla creazione di valore: gli stessi beni immateriali, le funzioni di routine, le sinergie di gruppo e le caratteristiche specifiche del mercato.

Una volta che il reddito agevolabile è stato individuato, dev’essere moltiplicato per il rapporto effettuato tra i costi di ricerca e sviluppo e i costi complessivi sostenuti allo scopo di realizzare il bene immateriale.


scrivici per una consulenza gratuita?

L’investment Compact

Il DL 3/2015 (cd. “Investment Compact“) è un pacchetto di misure entrato in vigore dal 21 gennaio 2015, contenenti una serie di norme riguardanti il credito, gli investimenti, i conti correnti e la riforma delle banche popolari.
In riferimento al Patent Box ha stabilito che le spese di ricerca e sviluppo, intendendo come tali quelle interne, quelle assegnate in outsourcing a terzi e quelle sostenute per l’acquisto da terze parti dei beni immateriali, vengano considerate in modo integrale nel calcolo del rapporto tra i costi di ricerca e sviluppo e i costi complessivi precedentemente descritti.
Per quello che riguarda i costi di outsourcing che derivano, invece, dal rapporto con i soggetti che appartengono allo stesso gruppo, vengono considerati per un massimo del 30% dei costi considerati integralmente, precedentemente descritti.

Accorgimenti

Nel caso in cui non siano presenti spese nell’ambito della ricerca e dello sviluppo, incentrate sul bene immateriale, non si può beneficiare in alcun modo del Patent Box per quel che riguarda la minore imposizione sul reddito dell’intangibile. Esiste invece comunque l’obbligo di rispetto del periodo di permanenza del regime, ossia i cinque anni.

E’ consigliabile fare ricorso alla contabilità industriale, oppure conservare la documentazione specifica, riguardante i costi sostenuti per i beni immateriali agevolabili.
Sarebbe utile anche prevedere dei centri di costo che permettano l’individuazione di quelli sostenuti in ambito di ricerca e sviluppo.

La perdita fiscale

Nel caso in cui si verifichi una perdita fiscale, causata dallo sfruttamento economico del bene immateriale, un chiarimento era già stato fatto con la circolare n. 36/E/2015, che specifica che gli effetti positivi dell’opzione del Patent Box possano essere rinviati ai futuri esercizi, laddove sia presente una base imponibile positiva.
La perdita fiscale può avvenire in entrambi i casi: sia quando il bene immateriale viene concesso in uso sia quando viene utilizzato direttamente. Può avvenire in entrambe le circostanze che ci sia un’eccedenza dei costi fiscalmente rilevanti rispetti ai ricavi generati.
La circolare specifica in particolare che le perdite fiscali, che sono state causate da un determinato bene immateriale, devono rimanere solamente all’interno del regime del bene che le ha generate, senza avere alcun impatto su redditi avuti da altri assets su cui sia stata esercitata l’opzione.

Patent box: come funziona l’agevolazione per le attività di ricerca e sviluppo

Innanzitutto occorre fare una distinzione tra quali sono considerate attività di ricerca e sviluppo e quali no.

patent box come funziona - ricerca e sviluppo

Rientrano nella definizione:

  • L’acquisizione di nuove conoscenze volte alla creazione di piani, progetti e disegni per nuovi prodotti, servizi o processi, che solitamente in seguito a questo vengono modificati o migliorati;
  • La produzione e il collaudo di prodotti, processi e servizi;
  • Tutto l’insieme dei lavori sperimentali e teorici che hanno come scopo l’acquisizione di nuove conoscenze, anche se non sono poi seguite da applicazioni pratiche;
  • La ricerca pianificata necessaria per la ricerca industriale, finalizzata alla creazione di nuovi prodotti, processi, servizi, componenti di sistemi complessi;
  • Le ricerche preventive, i test, le ricerche di mercato e studi analoghi, compresi quelli rivolti alla creazione di sistemi anticontraffazione. Sono comprese nell’agevolazione le consulenze utili alla brevettazione, gli studi di fattibilità, le due diligence, studi e interventi che consentano la distinzione tra un prodotto autentico e uno contraffatto.
  • Le attività di promozione e comunicazione che hanno come obiettivo l’aumento del carattere distintivo e della rinomanza dei marchi interessati. In questo gruppo rientrano anche le attività pubblicitarie e quelle fieristiche.

Non vengono, invece, considerate attività di ricerca e sviluppo tutte le modifiche apportate alle linee di produzione, ai processi di fabbricazione, ai servizi già esistenti e a tutte le operazioni già in corso. Questo anche nel caso in cui tali modifiche abbiano comportato dei miglioramenti in tali entità.

 

Salva

Nessun evento disponibile.