Patent Box Circolare

Patent Box Circolare 11/E del 2016

Il 3 aprile 2016 l’Agenzia delle Entrate ha diffuso la Circolare 11/E, redatta in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico e incentrata sul Patent Box: Circolare che ha contribuito a chiarire molti punti che erano rimasti in dubbio dopo l’introduzione della normativa. A distanza di pochi mesi sono chiari i punti d’interesse.

In particolare la circolare:

  • descrive l’ambito soggettivo di applicazione
  • modalità di esercizio e inclusione dell’opzione
  • definisce quali sono i beni immateriali agevolabili
  • descrive con accuratezza i metodi di calcolo dell’agevolazione
  • chiarisce come determinare il reddito agevolabile
  • parla di cosa accade in caso di Operazioni Straordinarie
  • approfondisce l’oggetto dell’accordo preventivo, il ruling.

 

Patent Box, Circolare e ambito di applicazione

L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che la norma ha applicazione generale e può riguardare tutti i titolari di reddito di impresa, purché risiedano nel territorio dello Stato, e le stabili organizzazioni che risiedano in Paesi con cui il nostro ha un accordo mirato ad evitare la doppia imposizione e con i quali esista un effettivo scambio di informazioni.

Nella Circolare dell’agenzia delle entrate  sono specificati anche i soggetti esclusi dal beneficio del Patent Box:
  • imprese con una procedura di fallimento in corso
  • assoggettate a liquidazione coatta amministrativa
  • imprese in amministrazione straordinaria, a meno che tale procedura non sia finalizzata a proseguire l’attività economica
  • soggetti che determinano il reddito con metodi diversi da quello analitico

Modalità di esercizio e inclusione dell’opzione del Patent Box

Se nel regime devono essere inclusi in un secondo momento nuovi beni immateriali, dopo aver esercitato una prima opzione, l’impresa dovrà esercitarne una nuova di durata quinquennale e che quindi scadrà successivamente alla prima.
Se però questo nuovo bene immateriale dovesse presentare vincoli di complementarietà con  quello già agevolato, l’impresa potrebbe valutare di considerare entrambi come un unicum valorizzando la loro complementarietà: a questo punto la nuova opzione potrebbe avere una data che coincide con la durata rimanente della prima, a patto che il contribuente proceda ad alcuni adempimenti specifici per coordinare le due opzioni.

 I metodi di calcolo dell’agevolazione

L’Agenzia delle Entrate identifica diversi passi per determinare l’agevolazione:

  • individuare il reddito agevolabile, che deriva dall’uso diretto oppure indiretto del bene immateriale
  • calcolare il nexus ratio (il rapporto tra i costi qualificati e quelli complessivi)
  • fare il prodotto tra reddito agevolabile e nexus ratio per avere la quota di reddito agevolabile. Tale quota non concorre a formare il reddito di impresa per un suo 50%.

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Come determinare il reddito agevolabile nel Patent Box

Sia nel caso di uso diretto che indiretto del portafogli dei beni immateriali, il reddito agevolabile è formato dalle componenti positive:

  • “royalties implicite”
  • canoni che derivano dalla concessione in uso dei beni immateriali, al netto dei costi fiscalmente rilevanti diretti e indiretti connessi a tali beni

Di rilievo sono quindi i costi riconosciuti fiscalmente, compresi gli ammortamenti.

La Circolare precisa anche che per determinare il reddito sono preferibili il metodo del confronto del prezzo, il CUP, e il metodo della ripartizone dei profitti, Profit Split Methods.
Nei casi più complessi si possono usare, anche congiuntamente, metodi alternativi purché risultino coerenti con gli standard dell’OCSE.

Patent Box e Operazioni Straordinarie

Nella Circolare trova spazio anche l’analisi riguardante i casi legati alle operazioni cosiddette straordinarie:

  • Fusione
  • scissione
  • conferimento d’azienda

Nei casi portati ad esempio, la società incorporante subentra nell’esercizio dell’opzione, effettuata nella fase precedente dalla società che è stata incorporata.
Occorre quindi valutare che l’azienda oggetto di tali operazioni rientri nelle condizioni che sono previste, sulla base della natura e dell’anzianità dei costi: facendo queste valutazioni è possibile che possa godere dell’agevolazione senza avere delle penalizzazioni legate ai costi di acquisto dei beni immateriali.

Chiarimenti sul ruling

La circolare 11/E distingue due diversi casi:
  • presentazione obbligatoria dell’istanza
  • presentazione facoltativa dell’istanza

fornendo una serie di esempi utili.

In caso di ruling obbligatorio, se la documentazione non viene presentata o integrata entro i termini previsti dall’articolo 6 del Provvedimento del 1 dicembre 2015, l’istanza decade e l’opzione effettuata non ha alcuna efficacia. Se l’istanza viene nuovamente presentata e integrata nel modo corretto, l’opzione risulta invece efficace, dando inizio alla decorrenza dei 5 anni a partire dall’anno di presentazione della nuova istanza.

Patent Box circolare ruling

In caso di passaggio da ruling obbligatorio a ruling facoltativo (e viceversa) vengono portati alcuni casi:

  1. quello in cui il bene immateriale viene usato direttamente dal soggetto beneficiario e viene conferito o scisso – ma solo dopo l’esercizio dell’opzione e la presentazione del ruling obbligatorio – a una società dello stesso gruppo societario. Tale società concede inoltre il bene immateriale in uso al dante causa o a un’altra società del gruppo, rendendo in questo modo facoltativa la presentazione dell’istanza
  2. quello in cui una società ne incorpora un’altra appartenente allo stesso gruppo societario, alla quale aveva concesso in uso il proprio bene immateriale per il quale aveva esercitato l’opzione per il regime. In tal caso, il soggetto beneficiario durante le annualità in cui il ruling è facoltativo può determinare il reddito agevolabile in autonomia oppure presentare l’istanza non appena viene sottoscritto l’accordo.

Viene chiarito il rapporto che sussiste tra l’esercizio dell’opzione e la presentazione dell’istanza di ruling: l’esercizio dell’opzione rimane valido quando l’istanza di ruling decade a causa della mancata presentazione entro i termini della documentazione integrativa e può essere esercitata anche tardivamente (“remissione in bonis”).