Patent Box 2016 - novità e variazioni

Patent Box 2016: novità e variazioni nella normativa

Patent Box novità aggiornate al 27 Agosto 2016

Nel corso di quest’anno, più precisamente dal 30 giugno, come da circolare 11/E del 2016 dell’Agenzia, è stata messa in atto un’importante modifica nella normativa riguardante il Patent Box nel 2016: sulla base delle indicazioni fornite dal progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting).

I marchi e il know How, riferito ai soggetti di grandi dimensioni, rientrano, almeno sino al 31 dicembre 2016,  più tra gli elementi interessati dal patent box.

Il BEPS nasce dal lavoro congiunto del G20, l’Ocse e i Paesi in via di sviluppo e si prefigge di combattere l’erosione e il trasferimento della base imponibile nei Paesi dotati di fiscalità privilegiata: si tratta, in breve, di un’insieme di misure atte a mettere in pratica una riforma in senso globale delle leggi fiscali internazionali.
Il tutto ha come scopo primario quello di impedire lo spostamento di risorse in territori dove non è presente alcuna attività economica reale.

La normativa Patent Box che era ufficialmente in vigore in Italia prima del 30 giugno 2016, non era in linea con le regole Ocse, perché riguardava esplicitamente anche i marchi commerciali, esclusi dall’Action 5, paragrafo 38, e il Know How, ammesso, dal paragrafo 37 dell’Action 5, solo in presenza di condizioni specifiche e non previste dalla legge italiana.

In sintesi marchi e know how non dovrebbero più essere agevolabili in futuro ma almeno fino al 31 Dicembre rimangono ammessi.

Occorre quindi attivare il Patent Box entro il 2016 per non perdere tale opportunità.

 

Come funziona la modifica

Le istanze presentate prima del 31 Dicembre  resterebbero comprese nell’agevolazione: non è ancora chiaro se tale data si riferisca alla presentazione dell’istanza (come probabilmente è) oppure alla comunicazione di ammissibilità da parte dell’Agenzia delle Entrate – eventalità più improbabile e meno auspicabile, in quanto tale conferma può sopraggiungere anche dopo la presentazione.

Resta un velo di incertezza, in quanto le raccomandazioni Ocse fanno riferimento a dei documenti soggetti a interpretazione e che – di per loro – non sono vincolanti.

Al momento, quindi, mancando una normativa dedicata che escluda esplicitamente marchi e know how, è possibile ipotizzare che in Italia, in certi casi, siano ancora soggetti ai benefici derivanti dall’agevolazione: la limitazione è contenuta nell’Action 5 Beps, la cui base è quella del rispetto del Nexus Approach, che però ammette una categoria aperta di IP.

Tali IP dovrebbero essere agevolabili a patto che siano presenti una serie di condizioni:

  • dovrebbero avere delle caratteristiche e delle funzioni simili al brevetto, ossia non-obviousness, usefulness e novelty.
    Non obviousness, ossia l’originalità o novità intrinseca: deve concretizzarsi in qualcosa che prima non esisteva e non deve risultare evidente per una persona esperta del ramo. Usefulness, la sua utilità e novelty, la novità, che consiste nell’assoluta mancanza di divulgazione e che deve essere dimostrabile.
  • dovrebbero essere soggetti a una procedura di certificazione trasparente;
  • i titolari non dovrebbero superare un fatturato totale che equivalga a 50 milioni di euro negli ultimi 5 anni, e i ricavi medi derivanti dall’IP non dovrebbero superare i 7,5 milioni di euro annui, sempre con riferimento agli ultimi 5 anni.

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Va specificato anche che, all’interno di questa categoria aperta di IP, in genere il know-how viene considerato agevolabile: per cui potrebbe essere teoricamente escluso quello dei soggetti di grandi dimensioni e questo darebbe la possibilità di lasciare un buon margine di discrezionalità (Fonte: Il Sole 24 Ore)

Alla luce di queste valutazioni, la scadenza del 30 giugno non è stata ritenuta vincolante consentendo di  mantenere, ancora per tutto il 2016, la specificità tutta italiana del regime di Patent Box.

Variazioni nella procedura della domanda del Patent Box 2016

Tra le novità di quest’anno, ricordiamo inoltre che dal 6 maggio la domanda da presentare per il Patent Box deve essere indirizzata a uffici diversi, sulla base del reddito di impresa.

Patent Box 2016 documenti

L’Agenzia delle Entrate ha infatti descritto due differenti procedure, sulla base dello spartiacque caratterizzato dal volume di affari o dall’ammontare dei ricavi che sono stati indicati nell’ultima dichiarazione dei redditi:

  • i titolari di reddito di impresa che superano in tal senso i 300 milioni di euro, devono presentare l’istanza di ruling alla Direzione Centrale Accertamenti, settore internazionale, ufficio accordi preventivi e controversie internazionali

  • i titolari di reddito di impresa che rimangono, invece, sotto i 300 milioni di euro, devono presentare l’istanza di ruling alla Direzione Regionale di competenza oppure alla direzione provinciale di Trento e Bolzano.

Per quanto riguarda le domande che sono già state inviate, verranno indirizzate in modo automatico all’ufficio di competenza e avranno cura di farlo i funzionari del Fisco.