Patent box 2016 Memorie integrative

Patent Box 2016: il documento “Memorie integrative”

All’interno della nostra guida abbiamo dedicato un intero capitolo sui documenti da preparare e presentare per poter aderire all’agevolazione Patent Box. Allo scopo di fare ulteriore chiarezza, in merito all’opzione Patent Box 2016, approfondiamo qui le cosiddette “memorie integrative”.

Vediamone insieme la definizione, la struttura e le finalità.

Cos’è il documento “Memorie Integrative” per l’opzione Patent Box 2016?

Si tratta di un documento che viene inviato all’Agenzia delle Entrate e rappresenta la base di partenza per affrontare il contraddittorio.
Il contraddittorio è costituito da un confronto e un accordo con la stessa Agenzia sui metodi che devono essere utilizzati per il calcolo del reddito agevolabile.
Se volete approfondire e visionare gli esempi di contraddittorio proposti dalla stessa Agenzia delle Entrate, cliccate qui.

La struttura del documento “Memorie integrative”

Il suddetto documento è composto da 4 diverse parti:

  1. La descrizione dell’attività svolta dalla società, con particolare riguardo alle attività connesse al o ai beni immateriali che sono oggetto delle agevolazioni previste dal regime del Patent Box 2016
  2. L’identificazione degli immateriali oggetto dell’agevolazione
  3. L’identificazione del vincolo di complementarietà, dove sussiste.
    Approfondendo questo punto, nella circolare 11 E del 7 Aprile (che puoi scaricare qui) all’articolo 6, comma 3, del regime del Patent Box, viene sottolineato in merito al “vincolo di complementarietà” che:“Qualora, nell’ambito delle singole tipologie dei beni immateriali individuati al comma 1 del presente articolo, due o più beni appartenenti ad un medesimo soggetto siano collegati da un vincolo di complementarietà tale per cui la finalizzazione di un prodotto o di un processo sia subordinata all’uso congiunto degli stessi, tali beni immateriali costituiscono un solo bene immateriale ai fini dell’applicazione delle disposizioni del presente decreto”.Riassumendo il concetto, è necessaria la presenza congiunta di due o più beni immateriali su uno stesso prodotto per poter considerare tali beni come un unico bene immateriale.
  4. Attività di Ricerca e Sviluppo
    Partendo dai riferimenti normativi, si procede nel definire per la Società oggetto dell’analisi, e per ciascun bene immateriale individuato, le differenti attività di Ricerca e Sviluppo realizzate nell’ambito del perimetro normativo “Patent Box 2016”.Viene quindi descritta ogni attività di ricerca e sviluppo che è stata svolta e definiti i costi sostenuti per l’esercizio dell’opzione, prendendo in considerazione anche il triennio precedente.Come stabilisce la Circolare 11/E del 7 Aprile  (che puoi scaricare qui) queste attività devono essere caratterizzate dal requisito di sostanzialità.
    Di cosa si tratta?
    Si intende con esso la necessità che l’insieme organico delle informazioni che caratterizzano l’azienda rispetto alle aziende concorrenti (il suo Know-how) sia segreto e bene proprio per l’azienda stessa: devono essere frutto di una sua elaborazione, in modo che acquisiscano un valore economico aggiuntivo. Tale requisito rispecchia i principi del Nexus Approach, definito dalle linee guida OCSE in materia di transfer pricing.
  5. Determinazione dei metodi e dei criteri di calcolo del contributo economico
    In questa fase occorre individuare le componenti positive del reddito, quelle negative e l’entità del reddito agevolabile, nelle modalità descritte come segue.

Determinazione delle componenti positive

E’ necessario definire un tasso di royalties da applicare ai redditi derivanti dallo sfruttamento del bene immateriale, secondo i metodi illustrati di seguito:

  • Individuazione dei criteri di calcolo del contributo economico derivante dai beni immateriali, come stabilito dalla Circolare 11/E, tenendo in considerazione l’ordine preferenziale stabilito dall’Agenzia delle Entrate.
    In particolare, si procederà nell’individuare prodotti caratterizzati dalla presenza del bene immateriale (es. marchi e brevetti) e prodotti commercializzati senza la presenza del bene immateriale analizzato. Per fare un esempio, nel settore del food o del fashion non è insolito attestare la presenza dei cosiddetti private label commercializzati alla grande distribuzione organizzata.
  • In alternativa, dovranno essere individuati i contratti relativi al settore di riferimento, censiti da banche dati riconosciute, in modo da determinare il tasso di royalties associabile a transazioni comparabili con quelle predisposte dall’azienda oggetto di analisi e quindi definire una marginalità media di settore.
  • Inoltre, l’Agenzia delle Entrate prevede la possibilità, qualora giustamente motivata, di applicare il metodo del Residual Profit Split, in modo tale da individuare la giusta marginalità attribuibile ad una ipotetica azienda che gestisca il solo bene immateriale.
  • Infine è prevista la facoltà di rifarsi ai metodi di natura reddituale stabiliti dall’Organismo Italiano di Valutazione (OIV), quali ad esempio il Branded-Unbranded o l’Excess Earning.

Determinazione delle componenti negative

Dopo aver determinato la consistenza delle componenti positive di reddito, si procederà ad individuare le componenti dei costi diretti ed indiretti, posto che:

  • Con costi diretti per l’opzione del Patent Box si intendono le spese relative ad attività di ricerca e sviluppo direttamente collegate al mantenimento, accrescimento ed allo sviluppo del bene immateriale
  • Con costi indiretti per l’opzione del Patent Box si intendono le spese parzialmente legate allo sfruttamento del bene immateriale, poiché comuni a più beni immateriali

Determinazione del reddito agevolabile

Il reddito agevolabile derivante dallo sfruttamento del bene immateriale si calcola facendo la sommatoria algebrica tra il totale delle componenti positive e le componenti negative dirette ed indirette. Al risultato che ne deriva va applicata una percentuale del 30% per il 2015, 40% per il 2016 ed il 50% per il 2017 e per gli esercizi successivi.


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