Patent Box e know-how

Il know–how nel contesto del Patent Box

Il know-how rappresenta, senza ombra di dubbio, il bene immateriale per eccellenza all’interno dell’azienda, capace di variarne i paradigmi di attività e le traiettorie di sviluppo.

In particolare la Circolare esplicativa 11 E del 07/04/16 emanata dall’Agenzia delle Entrate, riprende la definizione di know-how contenuta nel Regolamento CE n. 772/2004, che fa riferimento al know-how quale “patrimonio di conoscenze pratiche non brevettate derivanti da esperienze e da prove, patrimonio che è: i) segreto, vale a dire non genericamente noto o accessibile; ii) sostanziale, vale a dire significativo e utile per la produzione di prodotti contrattuali; e iii) individuato, vale a dire descritto in modo sufficientemente esauriente, tale da verificare se risponde ai criteri di segretezza e sostanzialità”.

Il Patent Box quale strumento per valorizzare il know–how

Durante l’attività quotidiana che si svolge all’interno del perimetro aziendale si sedimentano una serie di informazioni ed esperienze che costituiscono il reale patrimonio realizzato dall’impresa. Difatti, non è un caso che le aziende che meglio contrastano le forti spinte concorrenziali delle multinazionali estere sono quelle realtà altamente innovative che possiedono al loro interno un’elevata dose di know-how.
Queste aziende, seppur partendo da una condizione di maggiore difficoltà dettata dal contesto in cui operano e dalle dimensioni che le caratterizzano realizzano performance economico-finanziarie importanti, senza tralasciare la forte componente innovativa che le caratterizza.
Indesit, MV Agusta, Ducati ecc… sono solo alcune delle aziende Italiane acquistate da soggetti esteri al fine di capirne i meccanismi di funzionamento e valutarne la capacità di creare valore in ragione delle procedure e delle conoscenze che rappresentano quel “saper fare” tipico dell’industria italiana con forti radici artigianali.
Se è vero come è vero che anche il management delle grandi multinazionali globali hanno ritenuto più profittevole acquisire interamente delle aziende per capirne i meccanismi ed appropriarsi del know-how insito nelle stesse, si capisce quale sia il reale valore delle conoscenze e delle competenze proprie dell’azienda. Tanto più che le aziende acquisite non vengono delocalizzate o dismesse ma, almeno per un breve periodo iniziale, vengono attentamente valutate ed esaminate per capire quali processi siano replicabili in larga scala negli altri stabilimenti aziendali e trarne, per l’azienda acquirente, delle utili strategie da trasformare in policy aziendali.
Questo testimonia come le aziende che operano acquisendo una serie variegata di informazioni e conoscenze e riescono a realizzare sistemi di protezione delle informazioni che vanno dal non-disclosure agreement con i dipendenti interessati fino a clausole di riservatezza con fornitori e clienti, passando per la costituzione di adeguati sistemi di protezione dei dati, creino enormi benefici per il tessuto socio-economico nazionale.
Anche per questo motivo, il legislatore italiano ha previsto di inserire il know-how all’interno della classificazione dei beni immateriali opzionabili ai fini della normativa del “Patent Box”.


Vuoi sapere di più su vantaggi e opportunità del Patent Box?

Tuttavia il Patent Box, insieme alla predisposizione di altre norme di favore previste per le industrie del Bel Paese, nasce dall’idea di favorire le aziende che investono maggiormente in attività di Ricerca & Sviluppo e conseguentemente realizzano ed acquisiscono informazioni ed esperienze propedeutiche alla propria affermazione nel mercato di riferimento, accrescendo di fatto la competitività aziendale.
Infatti, puntare sull’ampliamento della base di informazioni e conoscenze interne all’azienda significa sfruttare un punto di forza del nostro sistema industriale che può contribuire a rendere maggiormente competitiva l’azione quotidiana.